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Attualità
Stefania Spoltore
23/07/2020

Credito d'imposta formazione 4.0: come funziona e chi può richiederlo


Attraverso la Legge di Bilancio 2020 abbiamo assistito ad una proroga dell’agevolazione fiscale per le spese di formazione 4.0 con l'introduzione di alcune modifiche come i massimali di spesa.

Il MiSe ha mobilitato 7 miliardi di incentivi previsti dalla Legge di Bilancio 2020, con il Piano Transizione 4.0, attribuendo 150 milioni di euro al Credito d’Imposta Formazione 4.0.
Il Credito d’Imposta Formazione 4.0 è un'agevolazione fiscale che premia le imprese che investono nella formazione dei dipendenti.

In questo articolo scopriremo in cosa consiste il credito d’imposta formazione, a chi si rivolge e quali sono le novità introdotte dalla Legge di Bilancio.




Credito d’Imposta Formazione 4.0: in cosa consiste e chi sono i soggetti beneficiari


L’impresa che effettua piani di formazione per i propri dipendenti ottiene un credito d’imposta variabile in base alla dimensione dell’azienda:

  • Il 50% delle spese ammissibili per le piccole imprese per un massimo di 300.000 euro annui;
  • Il 40% per le medie imprese per un massimo di 250.000 euro annui;
  • Il 30% per le grandi imprese per un massimo di 250.000 euro annui.

Per i soggetti appena citati, il credito d’imposta aumenta al 60% quando i destinatari delle attività di formazione ammissibili sono lavoratori dipendenti svantaggiati.

L’agevolazione spetta a tutte le imprese italiane, indipendentemente dalla forma giuridica, dal regime contabile adottato e dal settore economico. Tuttavia, non sono ammesse le imprese in difficoltà definite dall’art.2 comma 18 del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014 e altre tipologie di imprese come:

- Imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’art. 9, co. 2 del D.Lgs 231/2001;
- Imprese non in regola con le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro;
- Imprese non in regola con gli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Attività di formazione 4.0 ammesse per il credito d’imposta


Per ottenere il credito d’imposta è necessario effettuare attività di formazione finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la digitalizzazione aziendale e trasformazione tecnologica dell’impresa, come previsto dal Piano Nazionale Impresa 4.0. Tali attività possono essere riassunte come segue: 

  • Formazione in big data e analisi dei dati;
  • Formazione in servizi cloud computing;
  • Formazione in cyber security;
  • Simulazione e formazione in sistemi cyber-fisici;
  • Simulazione e formazione con sistemi di realtà virtuale e aumentata;
  • Formazione in robotica avanzata e collaborativa;
  • Interfaccia uomo macchina;
  • Formazione in stampa tridimensionale;
  • Interfaccia uomo macchina;
  • Integrazione digitale dei processi aziendali;


Le ultime novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2020 affermano che, anche le attività erogate da soggetti esterni all’impresa sono ammissibili al credito d’imposta, come le attività commissionate agli Istituti Tecnici superiori.

Come richiedere il Credito d’Imposta Formazione 4.0


Il credito d’imposta si applica alle spese di formazione 4.0 sostenute nel periodo d’imposta precedente e si richiede in compensazione, mediante il modello F24 integrando tutta la documentazione contabile certificata.

Nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento delle spese ammissibili devono essere indicati i dati relativi al numero di ore di formazione e i lavoratori che prendono parte all’attività formazione 4.0.

Lo svolgimento delle attività formative al credito d’imposta deve essere formalmente previsto nei contratti collettivi aziendali depositati presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro competente. Inoltre, ad ogni dipendente deve essere rilasciata l’attestazione dell’effettiva partecipazione alle attività formative agevolabili, mediante un’apposita dichiarazione resa dal legale rappresentante dell’impresa.

Le imprese devono conservare anche tutta la documentazione contabile e amministrativa che dimostra la corretta applicazione del bonus, anche in relazione al rispetto dei limiti e delle condizioni previste.

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