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Fatturazione elettronica

Gettito extra di 4 miliardi con la Fattura Elettronica



Bilancio positivo per le casse dello Stato


Dopo sei mesi dalla discussa introduzione della fatturazione elettronica e dello scetticismo generale che ne è seguito il Mef (Ministero Economia e Finanza) sventola orgogliosamente dati più che rassicuranti che rappresenterebbero un successo di grande portata.


L’entusiasmo deriva dai numeri del gettito Iva relativi ai primi sei mesi del 2019.

Proiettando a fine anno l’andamento delle entrate Iva per gli scambi interni, pari a più di 350 milioni al mese  si registrerebbe gettito molto vicino ai 4 miliardi di euro, se non addirittura superiore.


Se tale risultato sarà confermato, il Governo vedrà di fatto raddoppiate le previsioni di entrata attribuite alla digitalizzazione delle fatture emesse e ricevute in tutte le transazioni di beni e servizi.


Sui saldi di finanza pubblica, infatti, la fatturazione elettronica a fine 2019 era stata cifrata per 1,9 miliardi di maggior gettito sottratti all’evasione fiscale.


                   

Facciamo il quadro: alcuni dati statistici


Dal primo gennaio al primo giugno scorso le attraverso il sistema di interscambio sono transitate 854 milioni di fatture elettroniche di cui:

  • il 54% era destinato a imprese,
  • il 2% alla pubblica amministrazione,
  • il restante 44% a privati.


Le partite Iva coinvolte sono state 3,2 milioni di partite iva, ovvero il 64% delle aziende italiane.


Un dato interessante è che solo il 3% delle fatture è stato scartato dal sistema di interscambio, ciò significa che gli errori nella compilazione sono stati minimi.


Per quanto riguarda la distribuzione delle fatture su base territoriale:

  • 34% le aziende che hanno emesso fattura elettronica con sede in Lombardia;
  • 22% è il numero delle fatture emesse da aziende con sede nel Lazio;
  • 12% le e-fatture emesse da aziende con sede nelle regioni del sud e delle isole.



Cosa comporta sui conti pubblici?


Il Dipartimento delle Finanze ha diramato ad inizio di luglio un bollettino relativo ai primi 5 mesi del 2019 (gennaio-maggio) che conferma i dati positivi relativi alla fatturazione elettronica.


I dati riguardano la crescita del gettito Iva in rialzo ( (+4,6%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, facendo registrare un maggior gettito di 1,924 miliardi, e l’andamento dei versamenti degli F24 registrati a metà giugno.


Tale crescita rappresenta certamente di una boccata d’ossigeno per i conti pubblici.



Il punto di vista delle imprese


Il Politecnico di Milano, attraverso l’Osservatorio Fatturazione Elettronica & e Commerce B2B, ha divulgato il 27 giugno scorso i dati di uno studio riguardante l’utilizzo della fattura elettronica.

Da quanto emerge dalle interviste fatte alle imprese riguardo ai benefici ed agli effetti negativi ovvero le opportunità e le difficoltà che le stesse percepiscono rispetto al forte cambiamento affrontato il livello di gradimento è in crescita.



Opportunità


  • Oltre metà delle imprese dichiara benefici sul processo di ricezione delle fatture elettroniche e il 30% ha ottenuto dei miglioramenti anche in fase di invio.
  • Per il 33% delle grandi imprese e per il 31% delle PMI è aumentata la velocità delle registrazione delle fatturela fase di verifica è diventata più semplice per il 21% del campione; più semplice anche il processo di approvazione del pagamento secondo il 20% delle grandi imprese e il 14% delle PMI intervistate.
  • Fra le opportunità per le imprese lo studio rileva in particolare la possibilità di accedere a nuovi flussi di dati utilizzabili per migliorare i processi aziendali, digitalizzare altri documenti e dare impulso all’adozione di strumenti digitali nelle transazioni fra imprese.


I benefici più rilevanti sono stati registrati da aziende dotate di sistemi adeguati per la fatturazione elettronica e gestionali con Winfatt.



Difficoltà


Non sono mancate anche le criticità.

  • Nell'ambito del ciclo passivo il 21% delle grandi imprese non ha tratto beneficio dall'introduzione dell’e-fattura, per le PMI la percentuale sale al 32%.
  • Per quanto riguarda il ciclo attivo, invece, il 43% delle imprese medio-piccole e il 27% delle grandi ha dichiarato di non apprezzarne i vantaggi.
  • Il 20% delle grandi aziende e il 18% delle PMI ha addirittura dichiarato di aver notato un appesantimento delle attività gestionali sul ciclo passivo, un aumento dei tempi di pagamento (rispettivamente il 15% e il 12%) e un aumento dei tempi nella riconciliazione dei pagamenti (12% e 9%).


Dalla lettura di questi ultimi dati si potrebbe pensare ad un mancato successo nell'introduzione della e-fattura ma in realtà tali dati, se contestualizzati, scandiscono un risultato molto positivo a soli 6 mesi dall'avvento di un così grosso cambiamento.



Un ulteriore successo


Un’altro fatto positivo che non può passare inosservato è l’incredibile mole di dati raccolti nel 2019 ed a disposizione dell’Agenzia dell’Entrate.

Questa base di informazioni, che di fatto da il via alla seconda fase della digitalizzazione, potrebbe anche permettere di raddoppiare i servizi alle imprese e professionisti.


Per quanto riguarda gli adempimenti Iva, dall'anno d’imposta 2020, l’Agenzia potrà recapitare le bozze dei registri Iva che il contribuente potrà verificare ed eventualmente integrare. Non solo.


La disponibilità dei dati relativi alle fatture elettroniche e ai corrispettivi telematici consentirà, inoltre, ulteriori semplificazioni in termini di eliminazione di adempimenti comunicativi a carico dei soggetti che attualmente trasmettono i dati necessari ai fini dell’elaborazione della dichiarazione precompilata.



In conclusione


A pochi mesi dal debutto del 1° gennaio 2019  della fattura digitale obbligatoria per tutti gli scambi tra privati (B2C e B2B), superati i dubbi da parte dei cittadini, i tentennamenti dovuti al Garante per la Privacy e le richieste di proroghe, la fatturazione elettronica è ormai divenuta una realtà con cui imprese, professionisti e intermediari si confrontano quotidianamente.

I dati sino ad ora raccolti non solo rassicurano ma lasciano intravedere scenari più che positivi.


Come ricordato dal direttore scientifico degli Osservatori digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano, Alessandro Perego, questa è la conferma che la fatturazione elettronica non è solo la:

“trasposizione digitale di un documento, ma un nuovo modello organizzativo che può costituire un fattore di innesco nella digitalizzazione dei principali processi fra aziende, tra aziende e PA e nel dialogo con i cittadini”

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