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Attualità

Crisi impesa: che cos'è la composizione negoziata e come funziona



Il nuovo decreto sulla crisi d’impresa è stato analizzato e discusso al tavolo del Consiglio dei Ministri, il 5 agosto 2021, e oltre alla proroga del nuovo codice comprende anche l’avvio della composizione negoziata.


L’obiettivo di questo nuovo decreto è quello di supportare le imprese danneggiate dalla pandemia globale Covid-19 con una nuova proroga dell’entrata in vigore del codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza che prevede come nuova data maggio 2022 e la proroga delle procedure di allerta rinviate, invece, al 2024.


La composizione negoziata è un nuovo strumento a supporto delle imprese in crisi, uno dei numerosi strumenti introdotti per prevenire il fallimento delle imprese e per aiutare il risanamento delle stesse. Questo strumento, sarà operativo a partire dal 15 novembre 2021 e potrà essere attivato attraverso la presentazione di un’apposita domanda alla Camera di Commercio.


Le aziende che utilizzeranno la composizione negoziata saranno affiancate da esperti, il cui ruolo è quello di agevolare le trattative tra gli imprenditori, i creditori e le istituzioni. 



Come funziona la composizione negoziata e quali sono le novità introdotte dal Decreto Crisi d’Impresa

 

La bozza del decreto Crisi d’Impresa adegua le disposizioni in materia di crisi d’impresa alle necessità delle aziende che hanno subito forti danni economici a causa del Covid-19 e prevede l’istituzione di uno strumento alternativo per la ristrutturazione e il risanamento delle imprese che presentano ancora delle possibilità all’interno del mercato. 

 

La composizione negoziata è inserita nell’articolo 2 della bozza, in cui sono inserite anche le istruzioni riguardo al suo funzionamento e alla modalità di presentazione della domanda. Possiamo riassumere il suo funzionamento nel seguente modo: l’imprenditore commerciale o agricolo che si trova in una condizione di squilibrio patrimoniale o finanziario può chiedere alla Camera di Commercio di nominare un esperto indipendente per evitare la crisi o l’insolvenza dell’impresa.

 

Questo strumento può essere attivato solo quando, secondo la Camera di Commercio, risulta perseguibile il risanamento dell’impresa e possono essere avviate delle trattative con i creditori o altri soggetti interessati. L’obiettivo dell’esperto che affianca l’imprenditore è quello di superare lo squilibrio patrimoniale o finanziario attraverso il trasferimento dell’impresa o di una parte di essa.


Valutare l’accesso alla composizione negoziata online: ecco come fare


Verrà istituita una piattaforma telematica ai fini dell’accesso alla composizione negoziata ed è possibile eseguire online un test per valutare preventivamente se la propria azienda è perseguibile o meno al risanamento aziendale. 


Nella piattaforma, infatti, saranno inseriti una lista di controllo contenente delle indicazioni operative per la redazione del piano di risanamento e un test per la verifica della ragionevole perseguibilità del risanamento.  


Come funziona la domanda online per la composizione negoziata

 

La domanda di nomina dell’esperto che provvederà ad avviare la composizione negoziata dovrà contenere in allegato alcuni documenti, in particolare:

 

  • I bilanci degli ultimi 3 esercizi se non sono già stati depositati al registro delle imprese;

  • La dichiarazione dei redditi e dell’IVA degli ultimi tre periodi d'imposta;

  • Situazione patrimoniale e finanziaria aggiornata entro i 60 giorni prima della presentazione della domanda;

  • Una relazione sull’attività esercitata e un piano finanziario per i successivi 6 mesi;

  • Una dichiarazione di fallimento o per l’accertamento dello stato di insolvenza;

  • Il certificato unico dei debiti tributari;

  • La situazione debitoria complessiva;

  • Il certificato dei debiti contributivi e dei premi assicurativi, oppure, il documento unico di regolarità contributiva;  

  • Un estratto delle informazioni presenti nella Centrale dei rischi gestita dalla Banca d’Italia.


L’esperto può accettare o rifiutare l’incarico, entro due giorni dalla ricezione della nomina e avrà 180 giorni di tempo per individuare una soluzione adeguata insieme all’imprenditore, da presentare ai creditori e altri soggetti.


 


 



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