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Fatturazione elettronica

E-fattura, l'Italia è la sola ad averla adottata?


Oltre all'Italia l'obbligo di fattura elettronica è previsto solo in Portogallo, primo Stato ad averlo introdotto.


Tra i membri dell' UE è indispensabile soltanto per gli appalti pubblici.


In Italia è in vigore dal 1°gennaio 2019 e la sua introduzione è connessa al miglioramento del controllo fiscale quindi al contrasto all'evasione contro cui sembra funzionare.


Altri paesi l'hanno adottata? Chi l'ha introdotta prima dell'Italia? Con quali risultati? 



         



In tema di fatturazione elettronica, l’unico Paese europeo, oltre all'Italia, ad avere introdotto l’obbligo è stato il Portogallo.


Intorno all'introduzione della e-fattura ha sviluppato una vincente strategia per uscire dalla profonda crisi finanziaria originata nel 2008 a partire dal fallimento Lehman Brothers.


La stessa Commissione europea non ha avuto dubbi nel sostenere che proprio l’applicazione di questo strumento a partire dal 2012 ha permesso al Paese di risollevarsi.


Il programma di Lisbona si chiama “e-fatura” ed è stato studiato dai tecnici della Troika che hanno collegato tutti i registratori di cassa del Paese all'agenzia delle entrate, così da tenere traccia di ogni ricevuta o scontrino emesso.



Ogni cittadino on line può verificare le proprie spese, ottenere detrazioni fiscali, inviare in automatico la dichiarazione dei redditi e partecipare a una lotteria.
In base ai dati dell’agenzia statistica portoghese, tra il 2012 e il 2016 il gettito Iva è aumentato del 12,5 per cento.





Molti esperti collegano la scelta nostrana all'esempio del Portogallo, con l'obiettivo di riportare nelle casse statali una cifra che oscilla fra i 110 ed i 140 miliardi di euro all'anno.



In Italia però il sistema di tracciabilità digitale non coinvolge l'ultima fase delle compravendite, motivo per cui il successo dell’operazione potrebbe non essere della stessa portata.





Situazione variegata in Europa




Partendo dal presupposto che la legislazione UE ha imposto a tutti i membri, dal 27 novembre 2018, l’obbligo di fatturazione elettronica per gli appalti pubblici la situazione, al di là di ciò, rimane molto variegata.



Basta dire che paesi come Bulgaria, Cipro, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Polonia, regno Unito, Slovacchia e Ungheria ad oggi non hanno ancora adottato una normativa precisa a proposito di fatturazione elettronica.






In aumento le fatture B2G



D’altra parte sono molti i paesi che hanno adottato, o stanno adottando, l’obbligo di fatturazione elettronica nei confronti delle transazioni con la pubblica amministrazione chiamate B2G (Business to Government).


Anche qui però la situazione cambia molto a seconda della latitudine.



Pioniere della materia, in questo caso, sono state Danimarca e Finlandia che l’hanno rispettivamente introdotta il primo febbraio 2005 ed il primo gennaio 2010.


In Austria l’e-fattura B2G vige da gennaio 2014, in Slovenia da gennaio 2015. Infine in Croazia è stata adottata dal febbraio 2016, in Estonia da marzo 2017, in Lituania dal primo Luglio 2017.



Poi ci sono i casi particolari come quello del Belgio dove, dal 2018, l’e-fattura è in vigore per le operazioni superiori ai 135.000€, oppure la Spagna dove la fattura elettronica B2G è in vigore dal 2015 ma è consentita la fatturazione cartacea per operazioni inferiori ai 5000€.


In Francia e Germania la fatturazione elettronica sta procedendo per step.


L’introduzione terminerà entro il 2020 ma riguarderà solo alcune amministrazioni pubbliche.




Gli ultimi aggiornamenti normativi



Il decreto legislativo n. 148 del 27 dicembre 2018 recepisce la Direttiva UE 2014/55, che introduce per tutte le pubbliche amministrazioni europee l’obbligo di accettare fatture elettroniche conformi allo standard europeo EN 16931–1.


Ciò significa che i Sistemi di Interscambio, compreso quello italiano, sono stati predisposti (la data ultima era il 18 aprile 2019) per la ricezione e la conversione dei formati standard europei, UBL o CII.



Per quanto riguarda la conservazione delle fatture elettroniche invece in nessun caso la normativa adottata dai paesi esteri analizzati ha posto particolari vincoli o requisiti se non la necessaria garanzia di autenticità e integrità.


Nel nostro Paese è richiesto, invece, uno specifico processo di conservazione sostitutiva che si deve chiudere entro 15 giorni dalla data di trasmissione della fattura.




La situazione nel resto del mondo



Nel resto del mondo, in America Latina i tre Paesi pionieri sono stati Cile, Messico e Brasile.


Qui non solo la fatturazione elettronica ha una diffusione di massa, ma sono previsti controlli anche per tutti i pagamenti fatti dalle imprese.


La fatturazione elettronica è obbligatoria anche in Argentina e in Perù, la Colombia la introdurrà a partire dal 2019.


Gli Stati Uniti sentono meno l’esigenza di digitalizzazione della fattura che non è un documento necessario per liquidare l’imposta indiretta.


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