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Fatturazione elettronica
Stefania Spoltore
20/08/2020

Emissione Fattura Elettronica Scartata: come fare e quali sono le sanzioni


La fatturazione elettronica prevede che, una volta ricevuta la fattura, il Sistema di Interscambio provvede ad effettuare una serie di controlli formali e inviare una notifica di esito positivo oppure una notifica di scarto.

Se la fattura elettronica viene scartata, il SdI invia al soggetto trasmittente una notifica di scarto e l’Agenzia delle Entrate ha fornito degli importanti chiarimenti riguardo i controlli e gli errori che portano il SdI a scartare il documento XML e renderlo, in modo automatico, un documento non valido (non emesso).

Vediamo in questo articolo quali sono i motivi di scarto di una fattura elettronica, gli errori più comuni e le eventuali sanzioni riguardo alla mancata emissione di una fattura elettronica scartata.




Fattura elettronica scartata: i motivi e come gestirla


I motivi di scarto di una fattura elettronica sono molteplici e sono notificati dal  Sistema di Interscambio attraverso un codice errore che può segnalare:

- nome file non valido o già inviato in precedenza;

- dimensione del file superiore al limite massimo di 5MB;

- file non integro o non conforme al formato XML;

- aliquota IVA senza specifica di esenzione pari o diversa da 0;

- file con una data successiva a quella dell’invio;

- aliquota IVA e dati non coerenti;

- assenza nel file di partita IVA e codice fiscale del mittente;

- data antecedente rispetto al file inviato;

- l’imposta calcolata senza i decimali oppure un campo fattura senza caratteri numerici.
    
In caso di notifica di scarto della fattura elettronica, è necessario gestire l’e-fattura scartata attraverso tre diverse soluzioni:

  • La riemissione della fattura scartata, entro 5 giorni dalla ricezione della notifica di scarto, inserendo nel documento le correzioni, il numero e la data del file originale e scartato.
  • L'emissione di una nuova fattura con un nuovo numero e una nuova data del documento in formato XML.
  • L’emissione di una nuova fattura elettronica caratterizzata da una specifica numerazione, dedicata ai casi di rettifica di una fattura elettronica scartata.


Secondo l’Agenzia delle Entrate, il soggetto responsabile della mancata emissione della fattura elettronica non è solo il fornitore ma anche il cliente che, in caso di mancata ricezione dell’e-fattura, deve provvedere ad emettere l’autofattura.


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Fattura elettronica scartata: quando si va incontro ad una sanzione


La legge prevede che, per rimediare alla notifica di scarto di una fattura elettronica da parte del SdI, bisogna agire entro il limite temporale di 5 giorni. In caso di mancata emissione di una nuova fattura elettronica, è previsto un versamento variabile tra il 90% e il 180% dell’IVA relativa all’imponibile, con un importo minimo di 500 euro.

Il cessionario deve attivarsi e procedere all’emissione di un’autofattura da inoltrare al Sistema di Interscambio, utilizzando il tipo documento TD20, al fine di evitare una sanzione pari al 100% dell’imposta e versare una somma che varia da 250,00 euro a 2.000.00 euro, come riferito nell’articolo 6, comma 8 del D.Lgs. 417/97.
Il pagamento delle sanzioni deve essere eseguito tramite modello F24, sezione erario, utilizzando il codice tributo 8911.


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