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Attualità

Focus Partite Iva: è possibile averne più di una?


Le Partite Iva sono in costante aumento. Ogni lavoratore autonomo o titolare di un’attività commerciale deve obbligatoriamente averne una. La scelta attualmente più quotata è per il regime forfettario. 
Ma quante quante partite Iva può avere una stessa persona? E con quali conseguenze fiscali?


       


Il popolo delle partite Iva aumenta di anno in anno. Con la probabile “complicità” del regime forfettario, il 2019 ha segnato un vero boom di nuove aperture.


Questa crescita è stata più volte associata alla riduzione delle attivazioni dei rapporti di lavoro dipendente verificatasi contestualmente, circostanza più volte registrata in passato nei momenti di forte crisi occupazionale.


Il dato certo è che le aperture di partite Iva in regime forfettario: passano da 74.647 del primo trimestre del 2018 a 104.456 nello stesso periodo del 2019, segnando un aumento del 40 per cento.

Ma è possibile che più di una di queste partite Iva facciano capo ad una stessa persona? Cerchiamo insieme una risposta esaustiva a riguardo.



Chi ha obbligo di partita Iva?


Hanno l’obbligo di Partita Iva coloro che svolgono un lavoro autonomo o siano titolari di una qualsiasi attività commerciale che superi la soglia di reddito annuale di cinque mila euro.

Sotto questa soglia è infatti possibile ricorrere alla ritenuta d’acconto, a patto che non ci sia l’abitualità del lavoro.


Per ottenerne una Partita Iva è necessario presentare una domanda presso l’ufficio dell’Agenzia delle entrate nella cui circoscrizione il contribuente ha il proprio domicilio fiscale.

L’Agenzia delle Entrate rilascerà un codice di undici cifre di cui che resterà invariato fino alla cessazione dell’attività. La partita Iva, appunto.



Si può avere più di una partita Iva?


Mettiamo subito in chiaro che un contribuente, ovvero persona fisica, non può avere più di una partita Iva.

Il motivo è semplice. Si tratta di un codice identificativo strettamente personale come il codice fiscale.

Se una persona, già in possesso di una partita Iva, si recasse all'Agenzia delle Entrate per chiedere l'apertura di una seconda partita Iva, il procedimento non verrebbe nemmeno avviato.

Ma questa è solo una risposta parziale alla nostra domanda iniziale.


La questione infatti  non finisce qui, perché se è vero che uno stesso soggetto non può avere più di una partita Iva è altrettanto vero che possa svolgere più attività, allora come procedere?
Associando le diverse attività alla propria partita Iva!


All’atto pratico significa indicare più codici ATECO, che identificano e distinguono le varie attività, all’interno del modello AA9/12  che va registrato presso l’agenzia delle Entrate.

Entro i 30 giorni successivi, ne va fatta segnalazione anche alla alla Camera di Commercio.


Ciò permette, ad esempio, ad un artigiano di poter anche vendere le proprie opere, magari mediante e-commerce.

Le diverse attività possono essere registrate al momento dell’apertura della Partita Iva o successivamente.


Le fatture saranno emesse sempre con la stessa Partita Iva ma sarà possibile scegliere se utilizzare un trattamento fiscale unico per entrambe le attività o trattamenti fiscali disgiunti.


Coloro che scelgono la prima opzione avranno un’imposta unica e cumulativa per ognuna delle loro aziende.



Obbligo di separazione dei trattamenti fiscali


Esistono dei casi in cui la separazione dei trattamenti fiscali è obbligatorio.

Un esempio di questa situazione è quella in cui un individuo esercita un lavoro autonomo (professione o arte) e d’impresa.

Un altro caso tipico è quello riguardante le aziende che cedono beni o servizi ad aliquote differenziate. Mi riferisco ad esempio alle aziende che hanno da un lato un’attività di produzione alimentare e, dall'altra, una di vendita.


Un ulteriore esempio è quello in cui un individuo esercita un’attività di tipo agricolo e un’attività di tipologia differente.



I 3 soggetti giuridici


Fino ad ora abbiamo detto che un singolo contribuente non può avere più di una partita Iva ma esistono però delle condizioni per cui invece è possibile.

Ricorriamo ad un altro esempio per chiarire questa situazione.


Poniamo che una persona abbia una ditta individuale, quindi una propria partita Iva, ed allo stesso tempo abbia una quota di una società di capitali.

In questo caso il soggetto dispone di due partite Iva una per sé ed una per la società.


Risulta necessario a questo punto introdurre la distinzione fra persone fisiche e giuridiche.


Persona Fisica: si intende un individuo in carne e ossa, un contribuente identificato solo dal nome e cognome e dal codice fiscale.


Persona fisica titolare di una ditta individuale: è il libero professionista. Può essere, quindi, un meccanico, un avvocato, un idraulico o un medico. Chiunque eserciti un’attività in cui è titolare di sé stesso.


La persona giuridica: è, invece, un soggetto di diritto. Si tratta di una ditta che può essere individuale, di capitali o di persone, formatasi per uno scopo preciso. Questo soggetto risponde direttamente in prima persona di eventuali debiti contratti. Anche in questo caso deve essere fiscalmente riconosciuto da partita Iva.



Un ulteriore chiarimento


Qualcuno pensa che avere due Partite Iva separate possa esse un espediente per separare i debiti di un’attività dai crediti delle altre.

Purtroppo ciò non è necessariamente vero perché non è la Partita Iva a determinare una barriera per i creditori, ma la diversità del soggetto giuridico.


Ricorriamo ancora ad un esempio per chiarire la situazione.

Se un contribuente ha, nello stesso tempo, una ditta individuale ed è anche socio di una Snc sarà titolare di due Partite Iva (uno per la ditta individuale, uno per la società); eventuali creditori dell’azienda avranno facoltà di pignorare i suoi beni personali poiché la società di persone non è un soggetto dotato di autonomia patrimoniale.

La situazione sarebbe invece diversa se, invece di una Snc, il contribuente fosse socio di una Srl: in tal caso la società ha autonomia patrimoniale, per cui i debiti di questa non si ripercuotono sul patrimonio individuale e viceversa.


Ora che abbiamo chiarito che è possibile avere due partite Iva ti consiglio di rivolgerti ad un professionista che possa consigliarti la strada corretta da intraprendere e ti sia di supporto in caso di difficoltà.

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