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Attualità
Stefania Spoltore
30/08/2019

Manovra 2020: il possibile aumento dell'Iva preoccupa gli italiani


La nuova crisi politica ha portato lo Stato Italiano alla programmazione di una nuova manovra: si allontanano flat tax e salario minimo ma restano in piena programmazione gli aumenti delle aliquote Iva.


Facciamo un quadro della situazione Iva:
Tra il 2020 e il 2021 l’aliquota Iva minima sui prodotti di prima necessità potrebbe aumentare dal 10% al 13%;
L’aliquota ordinaria dovrebbe subire un incremento dal 22% al 25,2% per poi aumentare, ancora una volta, nel 2021 al 26,5%.

Per evitare un aumento così brusco dell’Iva e le eventuali minacce economiche per i contribuenti, ai conti dello Stato servirebbero 23,1 miliardi di euro nel 2020 e 28,7 miliardi di euro nel 2021.


In questo poco tempo il futuro Governo dovrà effettuare delle decisioni politiche forti e programmare un piano economico ben definito per trovare tutti questi soldi ed evitare un rialzo così eccessivo dell’Iva.
Secondo i dati, con un incremento iniziale di 5 miliardi si potrebbe rinviare la data del ritocco delle aliquote dal primo gennaio all’inizio di aprile, in modo da dare del tempo al nuovo governo esecutivo, per lavorare sul bilancio economico del paese ed, eventualmente, rinegoziare gli obiettivi con la Ue per scovare soluzioni alternative.




Deficit in calo, ma il rischio debito resta alto


L’obiettivo preposto dallo Stato con la Ue sul deficit pubblico è dell’1,8% ma, secondo le correzioni di luglio, nel 2020 il deficit potrà viaggiare entro l’1,7% . Questo numero tiene conto anche degli eventuali incassi di 23 miliardi di euro relativi all’aumento dell’Iva, ma non tiene conto della flat tax e salario minimo.
E’ necessario trovare una soluzione immediata, nei prossimi mesi, perché ogni altra spesa, taglio fiscale o sterilizzazione dell’Iva, che non verrà coperta, porterebbe un incremento del deficit oltre la soglia accettata dall’Unione Europea e aumenterebbe ancora di più il debito pubblico italiano.
 

Gettito extra dell’Iva grazie alla fatturazione elettronica


Arrivano notizie positive  dopo i dati pubblicati dal dipartimento delle Finanze, attraverso un bollettino relativo al periodo giugno-maggio 2019 che esprime positività sull’emissione positiva delle fatture elettroniche e sui versamenti di Iva effettuati dai contribuenti italiani: dal primo gennaio al primo giugno scorso, attraverso il Sistema di Interscambio, sono transitate 854 milioni di fatture elettroniche
 
I dati parlano chiari: il gettito di Iva ha ottenuto un rialzo del 4,6% rispetto allo scorso anno registrando un totale di 1,924 di Iva versata e l’andamento positivo degli F24 registrati fino a metà giugno.
 
Scopri di più sull’articolo dedicato: Gettito extra di 4 miliardi con la Fattura Elettronica
 

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