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Fatturazione elettronica

Split Payment: come funziona?


Lo split payment è una procedura che prevede che sia il cliente a contribuire l'IVA al posto del fornitore.

Letteralmente significa scissione dei pagamenti ed è un approccio introdotto per ridurre l’evasione fiscale.


Utilizzata nei rapporti tra aziende o professionisti e la Pubblica Amministrazione che prevede sia quest’ultima a provvedere alla liquidazione dell’IVA relativa alla transazione.


Il meccanismo dello Split payment di liquidazione dell’IVA è stato introdotto nel 2015 dalla Legge di Stabilità (Legge n. 190/2014) già introdotta l’articolo 17-ter del DPR n. 633/72.


Ha subito poi una notevole riforma con il DL 50/2017 ed ulteriori modifiche con la legge di Bilancio 2018.

Infine lo scorso 2 luglio, con l’approvazione del Decreto Dignità, è stato fatto un passo indietro per quanto riguarda i liberi professionisti per i quali è stato revocato l’obbligo di applicazione dello split payment.


Ma vediamo nello specifico come funziona .



Come funziona?


Lo split payment viene applicato nelle transazioni tra imprese private e Pubblica Amministrazione, in base al meccanismo della “scissione dei pagamenti” per quanto riguarda l’acquisto di beni o servizi, rilevanti ai fini IVA, da parte della P.A.

L’operazione di pagamento viene in pratica divisa in due parti.

Nella prima il soggetto privato (impresa) incassa l’importo dovuto al netto dell’IVA da parte della Pubblica Amministrazione.

Nella seconda parte l’ente pubblico si occuperà di versare l’IVA a debito dovuta.



Quali sono i soggetti obbligati?


Lo Split payment è obbligatorio per una serie di soggetti come i fornitori degli enti pubblici riportati di seguito e delle società quotate e/o controllate.

Ad Aprile di quest’anno una manovra correttiva aveva introdotto l’obbligo anche per i professionisti, obbligo di fatto cancellato lo scorso 3 luglio con l’approvazione del Decreto Dignità.


Di seguito la specifica dei soggetti attualmente obbligati:


- enti pubblici economici nazionali, regionali e locali, comprese le aziende speciali e le aziende pubbliche di servizi alla persona; - fondazioni partecipate da amministrazioni pubbliche;

- società controllate direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dai Ministeri; - società controllate direttamente o indirettamente da amministrazioni pubbliche;

- società partecipate, per una percentuale complessiva del capitale non inferiore al 70 per cento, da amministrazioni pubbliche o da enti;

- società quotate inserite nell’indice FTSE MIB

- Istituti universitari

- Camere di Commercio.



C’è inoltre da specificare che lo split payment non va applicato a tutte le cessioni di beni e servizi effettuate nei confronti della P.A. ma ha specifici ambiti di applicazione di seguito riportati:


- operazioni assoggettate a regimi speciali che non comportano l’indicazione in fattura dell’IVA;

- cessioni di beni e alle prestazioni di servizi per le quali i cessionari o committenti siano debitori d’imposta (reverse charge);

- “piccole spese” ovvero operazioni certificate dal fornitore mediante rilascio della ricevuta fiscale o dello scontrino fiscale , ovvero non fiscale per i soggetti che si avvalgono della trasmissione telematica dei corrispettivi.


Non si applica lo Split Payment per i compensi e prestazioni di servizi in cui l’ente pubblico è il sostituto d’imposta ed effettua ritenute alla fonte.



Split payment: come redigere ed emettere la fattura?


Ma come funziona operativamente lo split payment? Quale dicitura utilizzare?


I fornitori privati che hanno rapporti con la P.A. (e quindi applicano il meccanismo dello split payment) dovranno emettere fattura elettronica in applicazione a quanto previsto dall’articolo 21 del d.p.r. 633/1972 (e chiarito anche dall’articolo 2 del D.M. 23 gennaio 2015).


I soggetti passivi in questione saranno tenuti inoltre ai seguenti adempimenti: annotare le fatture emesse nel registro IVA vendite o corrispettivi; indicare in fattura la dicitura “scissione dei pagamenti”; non computare l’IVA a debito sulle fatture emesse alla P.A..

Per emettere una fattura elettronica nei confronti delle pubbliche amministrazioni è necessario avvalersi di un software per la fatturazione elettronica.


Il software permetterà con semplicità di creare il documento in formato XML, di apporre la propria firma digitale e dell’invio al destinatario attraverso il sistema di interscambio SDI.

Attraverso questo sistema il controllo verrà controllato ed in seguito un messaggio di notifica di esito sarà inviato al mittente.



Sanzioni in materia di Split payment IVA


Le sanzioni possono riguardare l’impresa privata che commette errori nella fatturazione o l’ente di P.A. che dovrà occuparsi del pagamento dell’IVA.

Per l’impresa privata che eroga servizi o cede beni alla P.A. sono previste sanzioni amministrative in caso di non corretta emissione della fattura elettronica (si pensi, a titolo di esempio, alla mancata dicitura “scissione dei pagamenti”).

Nel caso in cui la fattura fosse sprovvista della predetta indicazione è applicabile la sanzione amministrativa da 1.000 a 8.000 euro.

L’omesso o ritardato pagamento dell’IVA relativa ad operazioni di split payment da parte dell’ente pubblico sarà invece sanzionato con sanzione base al 30% .

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