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Fatturazione elettronica

Codice destinatario e fattura elettronica: tutto ciò che c'è da fare per non sbagliare

Ci siamo, dal 1° gennaio scatteranno tutti gli obblighi relativi alla fattura elettronica di cui tanto abbiamo parlato in questi mesi.

Tra questi adempimenti spiccano anche la richiesta del Codice Destinatario.


In questi giorni si sta facendo un'enorme confusione sul Codice destinatario,  da cui dipende il corretto recapito delle e-fatture della vostra azienda e di conseguenza l’andamento della vostra amministrazione.


Per questo molte aziende hanno iniziato a diffondere e ricevere comunicazioni contenenti tale codice ma non è detto che ciò sia necessario.


                                                                       Come si ottiene?        
   A cosa serve?                                                                                                Dove va inserito?                         

 
                 A chi si comunica?                                                           
A chi si richiede?                        



Cerchiamo di analizzare insieme cosa occorra effettivamente fare e cosa non sia necessario.



Cos'è il codice destinatario?


Il codice destinatario è un codice alfanumerico a 7 cifre che serve ad identificare i soggetti destinatari delle fatture digitali.


Funge da “indirizzo digitale” nel sistema di Interscambio SDI del'Agenzia delle Entrate attraverso il quale le fatture non solo transitano, ma vengono controllate nei contenuti, verificate ed infine consegnate al destinatario segnalato.


Ogni partita Iva deve essere associata ad Un Codice destinatario per instradare i documenti tra le strade digitali e permettere al Sistema di Interscambio, che funge da "postino", di individuare la corretta “cassetta postale”.




Come ottenere il codice


Il codice viene assegnato dall’ Agenzia dell’Entrate a quei soggetti che hanno fatto domanda di accreditamento presso il Servizio di Interscambio (SDI).


Chi ha chiesto e ottenuto l’accreditamento al canale di trasmissione SDI in questi mesi sono le software house e le società che forniscono strumenti e servizi per la fatturazione elettronica.


Pertanto le aziende per ottenere il codice dovranno acquisire software e strumenti per la fatturazione elettronica come Winfatt.


Saranno le società fornitrici del servizio a dotare le aziende di tutti gli strumenti necessari, codice destinatario compreso. 


Una volta ottenuto il codice andrà registrato presso l'apposita sezione sul sito dell'Agenzia delle Entrate.


Se si salta questo passaggio fondamentale le fatture elettroniche ricevute saranno consultabili unicamente nella sezione del portale Fatture e Corrispettivi.




C’è una seconda via percorribile che è quella di accreditarsi autonomamente presso l’Agenzia delle Entrate attraverso la PEC.

Può scegliere questa via chi decide di affidarsi ai servizi gratuiti per la fatturazione messi a disposizione dal’Agenzia delle Entrate.


Si tratta però di un sistema che, a dispetto di quello che molti pensano, potremmo definire “poco agevole”.


Ciò a causa della complicata procedura e della poca chiarezza relativa al funzionamento del software.






In questo processo dove si inserisce il commercialista?


Ci sembra giusto chiarire anche questo punto in un momento di grande confusione come quello che stanno vivendo molte aziende.

Nella procedura che abbiamo descritto poco fa il ruolo del commercialista è marginale.


Non è lui il soggetto deputato per l’ottenimento del Codice Destinatario ma, come già detto, la software house fornitrice del programma di fatturazione o un responsabile aziendale nel momento in cui si intenda muoversi autonomamente.



L’azione che il commercialista dovrà compiere per completare la procedura sarà quella di inserire il codice ottenuto dal cliente all'interno del cassetto fiscale dell’azienda in modo che le fatture vengano reindirizzate da li al programma di fatturazione scelto.


Per il resto il ruolo del commercialista rimarrà invariato.


Ci preme segnalare questo anche perché sarebbe un errore se il commercialista inserisse erroneamente il proprio codice destinatario all'interno del cassetto fiscale delle aziende di cui è consulente.


Questo potrebbe essere causa di un blocco delle fatture in entrata dei clienti o, nella migliore delle ipotesi, un inutile e macchinoso passaggio aggiuntivo nel ciclo di fatturazione.



Come diffondere il codice destinatario


Come detto sopra la via principale per il corretto recapito delle fatture nel "luogo virtuale" designato dal destinatario è inserire il codice destinatario all'interno del cassetto fiscale dell’azienda.


Compiendo questa azione tale codice sarà associato alla partita Iva dell’azienda e sarà salvaguardata la consegna sempre presso lo stesso recapito.


Anche in caso di eventuali errori nella trascrizione del codice da parte dei fornitori la fattura sarà comunque recapitata.


Contestualmente il codice destinatario potrà essere comunicato ai propri fornitori in modo che possano prenderne nota e utilizzarlo nella compilazione delle fatture digitali (dato obbligatorio da inserire).


Con lo stesso fine ti raccomandiamo di inserire il codice destinatario sui documenti ufficiali come carta intestata ed eventuale sito aziendale.




Come mi comporto se non conosco il codice destinatario del mio cliente?


Nel momento della compilazione della fattura dobbiamo necessariamente valorizzare anche il campo relativo al Codice Destinatario del cliente destinatario della fattura.


Potrà capitare però che non avremo disponibile questo dato ed allora, cosa fare?


Basta inserire sette zeri al posto del codice.

Se il cliente avrà segnalato il proprio codice sul sito dell'Agenzia come via preferenziale per la ricezione delle fatture la riceverà senza problemi.


In caso non abbia comunicato alcun Codice di destinazione dovremo ricordargli che la fattura elettronica è stata da noi inviata e potrà recuperarla nella sua area riservata "Consultazione" del portale "Fatture e Corrispettivi".


Useremo l'escamotage dei sette zeri anche in caso di cliente privato, ovvero senza partita Iva.



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